Risonanza magnetica - Studio Pilia

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Risonanza magnetica


Risonanza magnetica

Di che cosa si tratta?
La risonanza magnetica (RM) è una tecnica diagnostica che fornisce immagini dettagliate del corpo umano utilizzando campi magnetici e onde radio, senza esporre il paziente a nessun tipo di radiazioni ionizzanti.
Per eseguire l'esame al paziente viene chiesto solo di distendersi su un lettino che viene fatto scorrere dentro la macchina, e di restare fermo e rilassato per tutta la durata dell'esame.

È un esame che possono fare tutti?
Durante la gravidanza l'esame è controindicato o va effettuato con particolare cautela e solo in casi di assoluta necessità, soprattutto nelle prime 12 settimane. Pertanto, anche chi non può escludere del tutto di avere un'iniziale gestazione in corso dovrebbe rimandare l'indagine.

Non possono poi sottoporsi a risonanza magnetica i portatori di pacemaker cardiaco o di neurostimolatori.

L'esame è controindicato anche per chi, in seguito a importanti interventi chirurgici, ha nel corpo strutture metalliche di vario tipo, specialmente se in prossimità di organi vitali, per evitare che il campo magnetico prodotto dalla macchina possa provocare uno spostamento in altra sede Tipicamente si tratta di protesi, chiodi e viti applicate in ortopedia, ma esistono anche altri dispositivi, in uso in altri rami della chirurgia, (per esempio in interventi di angioplastica su arterie e vene) realizzati con materiali che potrebbero rendere rischioso l'esame. Le protesi del cristallino impiantate per la cataratta o le valvole cardiache metalliche costituiscono un motivo di controindicazione all'esecuzione della risonanza magnetica.

Recentemente sono stati messi a punto e introdotti nella pratica chirurgica nuovi materiali, molti dei quali a base di titanio, che non interferiscono con l'indagine, ma in ogni caso, è bene segnalare ogni tipo di operazione subita in passato.

In caso di necessità il medico potrà contattare la struttura dove è stato eseguito l'intervento per accertarsi della compatibilità del materiale utilizzato oppure sottoporre il paziente a una radiografia preliminare per escludere la presenza di materiale metallico.

Sempre per il rischio di avere nel corpo piccole schegge metalliche, anche senza esserne consapevoli è opportuno che chiunque abbia lavorato come tornitore, saldatore, carrozziere, addetto alla lavorazione di vernici metallizzate oppure abbia subito incidenti di caccia o sia stato vittima di un'esplosione informasse gli operatori.

Occorre qualche tipo di preparazione particolare all'esame?
No, nei giorni precedenti l'esecuzione di una risonanza magnetica, qualunque sia la parte del corpo da esaminare - di solito si può mangiare normalmente, e assumere tutti i medicinali di cui si fa abitualmente uso. Non è richiesto alcun tipo di preparazione né occorre alcuna particolare precauzione.
Il medico può però prevedere un trattamento preventivo per evitare reazioni rischiose nei soggetti allergici che devono sottoporsi all'esame con mezzo di contrasto o in altri casi specifici.
Sempre e soltanto quando è previsto l'uso di un mezzo di contrasto, le donne che allattano dovrebbero raccogliere e conservare prima dell'esame il latte necessario per le 24 ore successive all'indagine, da somministrare con il biberon per evitare il rischio che la sostanza passi al piccolo.
Il giorno dell'esame si consiglia infine di indossare indumenti senza ganci o bottoni automatici, spille, chiusure lampo o altre parti metalliche, che andrebbero in ogni caso tolti prima dell'esecuzione dell'indagine.
Per evitare inconvenienti, comunque, il paziente viene di norma invitato a togliersi tutti i vestiti, ad esclusione della biancheria intima (purché priva di parti metalliche).
Occorre togliere gioielli e piercing, fermagli per capelli e cinture, occhiali e orologio, ma anche eventuali lenti a contatto, apparecchi per l'udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti e parrucche. Non è consentito portare con sé cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche che potrebbero interferire con lo strumento di indagine.
In alcuni casi si richiede anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi: si può decidere di non truccarsi oppure di portare con sé il necessario per la pulizia del viso.

L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
L'esecuzione di una risonanza magnetica non è mai dolorosa, se si esclude la piccola puntura richiesta dall'eventuale iniezione di mezzo di contrasto.
Gli unici fastidi che si possono avvertire durante l'esecuzione dell'esame derivano dal lieve rumore provocato dalla macchina.
Nella maggior parte dei casi è sufficiente cercare di rilassarsi e pensare ad altro, ma è importante restare immobili e non parlare per non interferire con l'esecuzione dell'esame. Sarebbe opportuno che chi soffre di forme gravi di claustrofobia, epilessia o disturbi psichiatrici segnalasse il problema agli operatori.
Nel corso dell'esame è normale avvertire un senso di riscaldamento in alcune parti del corpo, che va segnalato agli operatori solo se diventa eccessivo.
È possibile anche che il campo magnetico generato dalla macchina, stimolando le cellule nervose del paziente, provochi la contrazione involontaria o la sensazione di pulsazione in alcuni muscoli a livello di varie parti del corpo. Anche questi effetti non devono preoccupare, se diventano troppo fastidiosi è consigliabile avvertire l'operatore, con cui si è sempre in contatto.
A sua volta, chi esegue l'esame vede e ha sotto controllo in ogni istante il paziente e può quindi sempre intervenire in caso di necessità.
E opportuno avvisare l'operatore della presenza di eventuali tatuaggi, soprattutto se fatti molti anni fa, quando era più comune l'uso di pigmenti metallici in quanto si possono creare irritazioni della pelle.

L'esame comporta dei rischi a lungo termine?
Nonostante l'aggettivo "nucleare", con cui veniva un tempo denominato questo esame, la risonanza magnetica non prevede l'uso di sostanze radioattive né di radiazioni ionizzanti come quelle dei raggi X, ma sfrutta campi magnetici di alta intensità , simili a grosse calamite, e onde a radiofrequenza simili a quelle utilizzate per la radio e la televisione.
Allo stato attuale delle conoscenze non c'è ragione di credere che possa provocare danni nemmeno a distanza di tempo.
Le donne portatrici di mezzi contraccettivi intrauterini come la spirale dovrebbero però consultare il loro ginecologo per valutare l'opportunità di eseguire un'ecografia di controllo, per accertarsi che il dispositivo non si sia spostato sotto l'effetto dei campi magnetici prodotti nel corso dell'esame, col rischio che la sua efficacia si sia ridotta e che si vada incontro a una gravidanza indesiderata.
Quanto dura?
La durata di una risonanza magnetica dipende dall'estensione della parte del corpo da esaminare ma può essere anche di 40-45 minuti. Molti possono trovarsi in difficoltà a mantenersi immobili, come richiesto perché l'esame riesca bene, per tutto il tempo.

Alla fine devo restare in osservazione? Per quanto?
A meno di indicazioni diverse da parte del personale che ha eseguito l'esame, non occorre un periodo di osservazione al termine dell'indagine: ci si può rivestire subito e tornare a casa.

Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Con l'unica eccezione delle donne che allattano, se sottoposte a un esame con mezzo di contrasto, tutti gli altri possono riprendere da subito la loro vita normale, senza nessuna limitazione di alcun genere.
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